3 novembre 2020 di Ilaria Pala

 L’IMPORTANZA DELLA STIMOLAZIONE LA FANTASIA E DELLA CAPACITA’ CREATIVA NELL’INFANZIA AI TEMPI DEL CORONAVIRUS.

Premessa:

Con il termine fantasia, s’intende la capacità di rappresentarsi enti, situazioni e figure non presenti a livello censitivo; è un’abilità creatrice collegata strettamente al pensiero.

Con la fantasia, il bambino riesce a capire avvenimenti, fatti e circostanze della vita quotidiana trasformando la realtà in avvenimenti immaginari piacevoli.

Attraverso la fantasia, si sperimenta il processo emozionale, cognitivo che allena il problem solving: la capacità di analizzare situazioni problematiche per individuare e mettere in atto la soluzione migliore.

I giochi, in questo frangente, contribuiscono allo sviluppo emotivo del bambino, e la creatività in essi può esprimersi in diversi modi, perché essa è da considerare come un vero e proprio modo di pensare e può essere allenata, sviluppata e stimolata anche dall’ambiente.

Coltivare l’immaginazione come si farebbe con una bellissima piantagione di girasoli, equivale ad aiutare il bambino a sviluppare una flessibilità mentale che gli sarà utile per diventare un adulto emotivamente consapevole di sé, capace di comunicare le proprie emozioni e sensazioni.

Questi fattori, già importanti a priori, assumono un nuovo fondamentale ruolo nella situazione odierna, perché

i bambini stanno imparando nuove modalità di gioco e di relazione “imposte” da regole e vere e proprie leggi non violabili: quelle legate alla sicurezza e alla salute di tutti.

Oltre dunque a un importante aiuto psicologico ove richiesto per aiutare in bambini con evidenti difficoltà, ansia da prestazione nelle attività, difficoltà nel sonno, rifiuto parziale del cibo, ansie legate alla cura di sé; occorre trovare dalla pedagogia dall’ educazione tutto l’aiuto possibile, strutturando attività, laboratori, progetti incentrati su obiettivi che aiutino i bambini a imparare a superare le loro paure e a convivere la situazione odierna, scoprendo, o in alcuni casi, riscoprendo una facoltà importante: la fantasia.

Il metodo Bruno Munari: la creatività come antidoto all’apatia.

Per aiutare la stimolazione della fantasia e della capacità immaginativa nel bambino,  si comincia creando setting in cui i bambini siano liberi di creare, giocare e divertirsi liberamente, uno spazio sicuro dove potersi esprimere liberamente, le idee non vengono proposte dall’educatore, esse nascono dalla sperimentazione secondo il principio didattico “ non dire cosa fare ma come”.

In questo modo i bambini imparano a diventare indipendenti risolvendo in autonomia i problemi.

Questo precetto, è una delle basi del metodo di Bruno Munari, grande designer, artista e pedagogo  intuitivo.

Per lui, il laboratorio è un luogo di creatività e conoscenza, di sperimentazione e scoperta, ma soprattutto di autoapprendimento attraverso il gioco: è in sostanza il setting dal “fare per capire” in cui si costruisce il sapere. E’ luogo d’incontro educativo, formazione e di collaborazione tra i bambini stessi e l’educatore, in cui si sviluppa la capacità di osservare con le mani e con gli occhi per imparare a guardare la realtà.

 Un metodo basato sul fare dunque, nel quale tuttavia il bambino deve esercitare  quattro facoltà, che secondo Munari, permettono di sviluppare concretamente la capacità creativa.  Esse sono:

Fantasia: facoltà libera e indipendente che permette di pensare anche alle cose più assurde e impossibili, a quello che non c’era e che era ritenuto irrealizzabile.

Invenzione: facoltà che permette la realizzazione di un qualcosa di utilità pratica all’uomo accantonando il lato estetico (sostanza e praticità versus forma).

Immaginazione: Capacità di rendere visibile quel che la fantasia, invenzione e creatività pensano.

Creatività: Facoltà che permette di realizzare tutto quel che prima non c’era in modo essenziale e globale. E’ un’applicazione della fantasia che deve tenere conto degli elementi concreti dei problemi della sua realizzazione. Nella realizzazione del prodotto, è tenuto conto dell’estetica.

Per stimolare la creatività intesa come unione delle facoltà di fantasia ed invenzione, è necessario esercitare tutte queste, così che si possano creare relazioni e connessioni tra fantasia, conoscenza e realtà, relazioni inedite tra cose che esistono già e cose che non si vedono ma che sono immaginabili.

Così, la creatività è una facoltà fondamentale per il ben vivere, ben prima che i bambini e poi negli adulti, per questo deve essere esercitata nell’infanzia.

Per Munari, un adulto senza creatività, è una persona incompiuta e omologata, come un ingranaggio di una catena che si muove e compie azioni esattamente come i suoi simili prima di lui.

Un adulto non creativo, sarà dunque incapace di risolvere ed affrontare i problemi in autonomia, arrivando a chiedere ad altri un aiuto per farlo.

Creatività e plurisensorialismo: come funziona un laboratorio Bruno Munari

Un laboratorio Bruno Munari è un luogo di creatività e conoscenza, dove si gioca con l’arte e nel quale si stimola la creatività e progettualità del bambino.

La creatività di cui si parla è una qualità speciale dell’intelligenza, è ricerca dell’essenziale. Munari spiega che, così come l’artista è in costante ricerca delle condizioni che favoriscono la fantasia e la creatività, occorre fare in modo che il bambino memorizzi più dati possibili: la fantasia infatti nasce da relazioni che il pensiero stabilisce tra le cose che conosce. Bisogna aiutare i bambini a rimuovere gli stereotipi, stimolando e ampliando la loro conoscenza plurisensoriale..

Gli operatori, durante il laboratorio non parlano quasi mai, piuttosto “fanno“, stimolando la curiosità dei bambini che subito vogliono provare a fare: ed ecco che il bambino imita l’adulto.

Compito degli operatori, dice Munari è:

Dare ai bambini tutte le informazioni di tipo tecnico, sul come si fa a fare, senza dare loro temi già predisposti dagli adulti.

Non bisogna dare ai bambini un metodo, perché è giusto che si creino loro un proprio modo di fare. L’adulto può invece creare un setting ricco e stimolante, con ad esempio cartelloni colorati che forniscano informazioni visive relative all’argomento che s’intende esplorare. Un adulto che diventa una sorta di regista per guidare i suoi attori.

La comunicazione con i bambini deve essere ricca di indicazioni precise: invece di tante spiegazioni è preferibile utilizzare esempi visivi e con “azioni gioco”; con il gioco, dice Munari, il bambino partecipa globalmente, mentre se ascolta si distrae perché continua a pensare ad altre cose.

Il gioco strutturato poi, ha delle regole da rispettare, dice Munari: “ Ogni gioco ha le sue regole, il mio metodo insegna a rispettarle ma anche a trasgredirle permettendo così alle varie personalità di realizzare le loro varianti e quindi a fare agire le varie creatività”.

Uno dei punti di partenza per lo sviluppo del pensiero creativo è dato dalla consapevolezza della conoscenza plurisensoriale insita nei più piccoli: i bambini sono sperimentatori innati che cercano ed esplorano, sperimentano attraverso il gioco stesso, imparano e memorizzano.

Questi principi sono alla base della missione di Munari: progettare strumenti di gioco capaci d’aiutare i bambini a non smarrire il loro originario senso di curiosità verso il mondo.

Il sogno di Munari, riguarda la creatività diffusa come antidoto all’apatia sociale, che oggi potrebbe riguardare le nuove difficoltà dei bambini a ritornare al gioco e alla vita sociale di prima, promuovendo strumenti e giochi capaci di aiutare i bambini a non smarrire il loro originario senso di curiosità verso il mondo.

E l’educatore, per fare questo, ma ancor prima l’adulto, deve secondo Munari, far permanere in sé: la curiosità di conoscere, il piacere di capire e la passione di comunicare e condividere.

Occorre aiutare i bambini a non perdere la loro curiosità verso il mondo, non dicendogli cosa fare ma come farlo, stimolando ancora una volta la loro sperimentazione e voglia di conoscere, anche ad un metro di distanza e con una mascherina indosso.

Bibliografia:

Munari Bruno., Fantasia,Editore Laterza.,2017

Beba Restelli., Giocare con tatto., edizioni Franco Angeli, Le Comete., 2002

Fantastica-mente

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